Moby Dick

 

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Moby Dick

Moby Dick è il magazine del sabato mattina che mira a mettere a confronto, attorno ai grandi temi di cultura, politica, società, economia, ospiti di sensibilità e opinioni diverse, anche radicalmente contrapposte. Coglie momenti e tematiche di particolare rilievo e le pone al ...

 

13-09-2025
PROMUOVERE LA TRADUZIONE

Un’edizione dedicata al rapporto tra le lingue svizzere

PROMUOVERE LA TRADUZIONE

Per i vent’anni di Babel, il festival di traduzione letteraria, Moby Dick propone una puntata speciale in diretta dal Teatro sociale di Bellinzona. 

In un Paese come la Svizzera ‒ con quattro lingue nazionali oltre all’inglese, lingua della globalizzazione ‒ la traduzione è pratica quotidiana e quasi forma del vivere. E naturalmente ha un’importanza ancora maggiore ‒ se possibile ‒ nel nostro cantone, troppo grande per restare fuori dal dialogo tra le diverse culture e al tempo stesso troppo piccolo per avere spazi garantiti.

Negli ultimi anni poi l’intelligenza artificiale ha aperto una nuova prospettiva, offrendo soluzioni economiche ed efficaci per la maggior parte delle traduzioni tecniche e di servizio. Ma proprio per questo ha assunto un nuovo rilievo e significato la traduzione letteraria, che si propone di restituire il carattere e il significato profondo di un testo scritto in un’altra lingua, attraverso un atto creativo e non una semplice trasposizione. E tuttavia, a dispetto dell’importanza del suo ruolo, spesso la figura del traduttore resta nell’ombra, senza poter ottenere il giusto riconoscimento. 

Tre ospiti di rilievo ‒ Ilide Carmignani, Natalia Proserpi e Gabriela Stöckli ‒ approfondiscono tutti questi temi da diversi punti di vista, muovendo dalle loro esperienze professionali di traduzione e di organizzazione culturale.

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Puntata 1

 

21-06-2025
DISCO DAYS

con Paolo Morando, Enrico Petrilli, Roberto Raineri-Seith

DISCO DAYS

La Disco Music nasce negli Stati Uniti all’inizio degli anni Settanta e presto trova nella discoteca il suo spazio d’espressione ideale. Attorno a questa musica si raccolgono dapprima soprattutto neri, altre minoranze etniche, femministe e omosessuali, mescolando divertimento e rivendicazioni; ma poi grazie a film come “La febbre del sabato sera” (1977) la Disco diventa un fenomeno di massa esteso a tutte le classi sociali, in tutto il mondo. La musica da discoteca lascia intravedere anche una nuova idea di società, del corpo, delle relazioni tra i sessi. Trasmessa ossessivamente da centinaia di radio private, declinata da famosi DJ, è la colonna sonora di una società in profonda e rapida trasformazione, decisa a lasciarsi alle spalle la Guerra fredda, l’austerità e il terrorismo. Paolo Morando ha sottolineato criticamente la profonda mutazione sociale in corso in quegli anni, mentre Enrico Petrilli ne ha difeso il contenuto progressivo. Infine Roberto Raineri-Seith racconta quando e come la nuova musica si affacciò anche in Canton Ticino. È quasi inevitabile chiedersi poi quanto siano cambiate da allora le forme del divertimento e, in forma ancora più radicale e forse nostalgica, se sappiamo ancora divertirci come negli anni Ottanta.

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Puntata 1

 

07-06-2025
LA BORGHESIA È MORTA?
Da Thomas Mann a oggi: il lungo addio (o la metamorfosi) della borghesia

con Marianna Filandri, Sebastiano Mondadori, Giorgia Serughetti

LA BORGHESIA È MORTA?
Da Thomas Mann a oggi: il lungo addio (o la metamorfosi) della borghesia

La borghesia è al centro dell’opera di Thomas Mann, a cominciare naturalmente dai “Buddenbrook” (1901), dove si racconta il declino di una ricca famiglia di commercianti di Lubecca. Lo scrittore tedesco riconosce e celebra i meriti storici di questa classe sociale, ma al tempo stesso coglie i segni di una crisi profonda. Il mondo borghese – fondato su disciplina, onore, lavoro, educazione, decoro sociale – si logora lentamente dall’interno per stanchezza spirituale, mentre al di fuori viene corrotto dalle nuove ideologie politiche novecentesche, dal nazionalismo al nazismo.
A modo suo Thomas Mann è testimone del passaggio epocale da un mondo ordinato e produttivo a uno inquieto, incerto, frammentato: il nostro. Ma la borghesia è davvero morta o ha piuttosto assunto nuove forme? Marianna Filandri Giorgia Serughetti cercano di rispondere a questa domanda fondamentale.
Infine la puntata si conclude con Sebastiano Mondadori, pronipote di Arnoldo e nipote di Alberto (a quest’ultimo ha dedicato un’appassionata biografia). E proprio la casa editrice Mondadori, nel periodo tra le due guerre, ha tradotto in italiano le principali opere di Thomas Mann. Ma appartenere a una famiglia importante ‒ si chiami Buddenbrook, Mann o Mondadori ‒ non è sempre facile…

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03-05-2025
ARGENTINA: CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO

con Sofia Borri, Benedetta Calandra, Veronica Ronchi

ARGENTINA: CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO

L’Argentina è un Paese incline a combinare gli estremi: gli spazi infiniti della pampa e Buenos Aires, cosmopolita e vivace; le radici europee legate all’immigrazione e uno spiccato senso di identità sudamericana; dittature feroci, con i desaparecidos, e forti movimenti di memoria e giustizia, come le Madres de Plaza de Mayo; un’economia ricca di risorse e le ricorrenti, devastanti crisi economiche; una cultura raffinata (Borges, il tango) e la passione popolare per il calcio (Maradona, Messi). Per tutte queste ragioni (e contraddizioni) l’Argentina è un grande laboratorio della modernità, dove ogni giorno si tengono le prove generali di mondi nuovi e futuri diversi, con uno sguardo inevitabilmente sospeso tra passato, presente e futuro.
Benedetta Calandra ha approfondito soprattutto la storia e la cultura dell’Argentina contemporanea, mentre Veronica Ronchi confronta i numerosi e diversi modelli economici sperimentati nel corso della sua storia. Infine Sofia Borri racconta il suo viaggio in Argentina alla ricerca di informazioni sulla madre scomparsa durante la dittatura militare.

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Puntata 1

 

29-03-2025
IL DOTTOR FUTURO

con Giulia Abbate, Marco Annoni, Marco Dotti, Federico Trocini

IL DOTTOR FUTURO

Al termine di una settimana dedicata all’opera di Philip Dick, vien naturale riflettere sul futuro: il futuro immaginato dalla fantascienza nella sua stagione più creativa, oltre mezzo secolo fa, e il futuro della nostra società. Molti dei temi sviluppati da Philip Dick sono al centro del dibattito pubblico contemporaneo: la distinzione sempre più incerta tra uomo e macchina, specie dopo l’introduzione dell’intelligenza artificiale; le teorie del complotto, le manipolazioni del potere, le false notizie; il nuovo interesse per la colonizzazione di Marte... Giulia Abbate, scrittrice di fantascienza, ci accompagna in questo percorso.
Il futuro è per sua natura incerto e imprevedibile; e tuttavia, tra le infinite possibilità di approfondimento, tre ambiti appaiono particolarmente significativi. Il primo riguarda l’evoluzione in campo biomedico, nelle riflessioni di Marco Annoni; poi naturalmente la cultura e la trasmissione del sapere, con Marco Dotti; infine, con Federico Trocini, la storia e la politica, nella particolare prospettiva della storia controfattuale cara al Philip Dick de “La svastica sul sole”.

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11-01-2025
SCHERZA COI FANTI?

con Andrea Bozzo, Paolo Branca, Davide Piacenza

SCHERZA COI FANTI?

Dieci anni fa, il 7 gennaio 2015, due affiliati di Al-Qaeda sterminarono la redazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, dopo la pubblicazione di alcune vignette su Maometto. In qualche misura fu anche la tragica conseguenza di uno scontro tra culture; infatti l’orientalista Paolo Branca ha mostrato nei suoi libri come la civiltà islamica sia capace di leggerezza e ironia, ma non in ambito religioso. In Occidente l’attentato fu seguito da imponenti manifestazioni a sostegno della libertà di espressione, con lo slogan "Je suis Charlie", ma aprì anche una stagione di profonde trasformazioni per la satira, come spiega il disegnatore Andrea Bozzo. In questi anni sono cambiati gli autori, sono emersi nuovi canali di diffusione (a cominciare dai social), ma soprattutto è cambiata la società; nuove sensibilità all’insegna del politicamente corretto circoscrivono la possibilità di trattare alcuni argomenti, non solo religiosi, secondo Davide Piacenza. La satira contemporanea è dunque alla ricerca di nuove forme espressive, nuovi temi e nuovi limiti (posto che siano possibili) per definire il proprio campo d’azione.

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21-12-2024
TECNOCRAZIA

TECNOCRAZIA

Già Platone nella "Repubblica" critica la natura caotica della democrazia, auspicando invece un “governo dei migliori”, ovvero dei sapienti. Nel pensiero del filosofo greco l’opinione e il consenso popolare si nutrono di ombre, mentre la competenza sarebbe il vero fondamento della politica, come spiega Franco Trabattoni, storico del pensiero antico.

Il tema ha attraversato tutte le epoche; anche il recente coinvolgimento di Elon Musk nella campagna elettorale e nel futuro governo statunitense pone in forma nuova l’eterna questione della tecnocrazia, ovvero un sistema di governo nel quale molte decisioni importanti sono prese da esperti, tecnici o professionisti piuttosto che da politici eletti. Ai vantaggi corrispondono altrettanti problemi. Infatti anche quando approda a una maggiore efficienza una visione tecnocratica sottopone a continue tensioni le società democratiche, perché toglie spazio al consenso e alla delega, limitando la stessa legittimità della vita pubblica. Con due studiosi di politica, Giorgia Serughetti e Gabriele Segre, cercheremo di trovare un punto d’equilibrio tra queste spinte opposte.

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21-09-2024
UN MONDO DA RICOSTRUIRE

UN MONDO DA RICOSTRUIRE

Dopo la Seconda guerra mondiale l’intera Europa era disseminata di macerie, eredità di bombardamenti e combattimenti. E tutte le guerre successive, nei diversi continenti, hanno lasciato dietro di sé una scia di distruzione. E se ci limitiamo a questi ultimi anni, in Siria la ricostruzione non è davvero iniziata e già si aggiungono sempre nuove macerie in Ucraina e in Palestina.

Il primo passo per uscire da questa tragica situazione, spiega Arianna Arisi Rota, è ristabilire una pace ragionevole, o quanto meno una tregua. E il dopoguerra, nel pensiero di Federico Romero, può anche essere un nuovo inizio, dove si correggono gli errori del passato e proprio sulle macerie si costruisce un mondo nuovo e migliore. In questa fase inevitabilmente gli aspetti tecnici della ricostruzione si legano in modo indissolubile a risvolti psicologici, a speranze e aspettative. Questo fu per esempio il caso di Milano dopo la Seconda guerra mondiale, studiato da Barbara Bracco.

Infine Stefano Ventura si sofferma sulle macerie causate dalla natura e non dall’uomo, per esempio nei caso dei terremoti in Italia, Giappone, Turchia, Indonesia, Haiti e Marocco.

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01-06-2024
PAESE MIO

Storie di ritorni alla campagna

PAESE MIO

Da qualche tempo al mondo ci sono più cittadini che contadini. Ogni secondo nel nostro pianeta due persone si trasferiscono in città (quasi duecentomila al giorno, soprattutto giovani). E tuttavia si registra anche un movimento inverso, per quanto debole e incerto. Per esempio Roberta Ferraris è tornata a vivere in una cascina dell’Alta Langa e ha scritto uno dei primi manuali per chi vuole trasferirsi in campagna. Oppure Francesca Pachetti, la raccontadina: a 27 anni ha lasciato il lavoro di educatrice per dedicarsi alla cura dei suoi campi e alla scrittura. Nel frattempo altre giovani donne come Laura Moretuzzo sperimentano metodi alternativi di ritorno alla terra, come il WOOF, ovvero il lavoro volontario in fattorie biologiche in cambio di vitto e alloggio. Caterina De Boni ha scelto invece di essere una pastora e conduce il suo gregge lungo i sentieri di montagna.

Infine Giovanni Lindo Ferretti: anni fa, dopo la fine dei CCCP e dei CSI, è tornato a vivere nel paese natale, Cerreto Alpi, sull’Appennino tosco-emiliano, in un consapevole percorso di recupero delle proprie radici.

Con Caterina De BoniRoberta FerrarisGiovanni Lindo FerrettiLaura MoretuzzoFrancesca Pachetti.

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20-04-2024
LE CITTÀ GLOBALI

Ombre e limiti dietro a questo modello urbano

LE CITTÀ GLOBALI

Da qualche tempo, per la prima volta nella storia, il numero di abitanti delle città ha superato quello delle campagne. E in un futuro nemmeno troppo remoto la maggior parte dell’umanità vivrà in grandi metropoli. Già negli anni Novanta del secolo scorso la sociologa Saskia Sassen parlava di «città globali»: New York, Milano, Londra, Seul, Pechino, Shanghai, Tokyo. Come spiega Federico Parolotto, sono metropoli multiculturali, poco rappresentative dei rispettivi Stati nazionali, sempre più integrate nell’economia globale. Anche la loro gestione segue regole nuove, dal punto di vista delle politiche abitative, turismo, sostenibilità ambientale e nuove tecnologie digitali. Zurigo potrebbe essere la miglior candidata svizzera per questo ruolo, secondo Giulia Scotto. Diverse voci critiche, come quella di Davide Galleri, hanno tuttavia sottolineato le ombre e i limiti di questo modello. C’è poi chi non pensa proprio di trasferirsi in città e celebra piuttosto la bellezza dei paesi e la restanza, termine coniato dall’antropologo Vito Teti, ospite nell’ultima parte del programma.

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30-03-2024
GENERAZIONI IN GUERRA?

con Rachele Focardi, Laura Marzadori, Luciano Monti, Federico Taddia

GENERAZIONI IN GUERRA?

Una popolazione anziana sempre più sana e longeva tende a restare attiva più a lungo nel lavoro, nella politica e nella cultura; inoltre controlla una larga parte della ricchezza disponibile. In questo modo tuttavia il rapporto tra le diverse generazioni assume forme inedite, spesso conflittuali, e molti giovani restano impigliati in una prolungata adolescenza. In particolare le ricerche di Luciano Monti mostrano che il loro percorso verso l’indipendenza e una vita autonoma è sempre più lungo e faticoso. Questa dimensione economica si riflette anche nella visione del mondo, come spiega Federico Taddia, che da tempo studia e racconta le nuove leve della società.

Il conflitto tra giovani e vecchi è un rischio concreto e tuttavia non un destino inevitabile secondoRachele Focardi, esperta di relazioni multigenerazionali nel mondo del lavoro con base a Singapore; e rifondare un patto tra generazioni potrebbe essere il nostro compito più urgente. Infine Laura Marzadori, primo violino alla Scala di Milano, declina tutti questi temi ripercorrendo la sua formazione e la sua luminosa carriera artistica.

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16-12-2023
TORTE IN FACCIA

Un inventario della comicità con Carlo Amatetti, Michele Serra, Brenda Lodigiani, Laura Pepe

TORTE IN FACCIA

Di cosa ridiamo? E perché ridiamo (anche quando non vorremmo e forse non dovremmo)? Per cominciare il riso può manifestare sentimenti molto diversi: allegria, scherno, ironia, aggressività, superiorità o vergogna, timidezza o sfida. E potremmo distinguere tra comicità, umorismo, ilarità, sarcasmo, ironia, umor nero e così via. Ogni volta è diverso e, se appena si va al di là dell’apparenza, il comico rivela uno spessore filosofico e un’insospettabile complessità. Quasi sempre alla base di una risata c’è uno scarto tra la realtà e la sua narrazione attraverso il linguaggio; una circostanza che smaschera la logica apparente del reale facendoci intravedere possibilità nascoste.

Nella prima parte del programma parliamo di tutti questi temi presentando Come una iena, la nuova serie di Alphaville realizzata da Carlo Amatetti. Poi decliniamo questi spunti attraverso la biografia e le riflessioni di due ospiti molto amati dal grande pubblico: Michele Serra e Brenda Lodigiani.

Nell’ultima parte del programma la storica Laura Pepe ci parla della comicità degli antichi, per rispondere a un’ultima domanda: i Greci e i Romani ridevano come noi?

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18-11-2023
La libertà non è mai troppa

La libertà non è mai troppa

La storia del Canton Ticino (e della Svizzera tutta) s’intreccia strettamente con le vicende dell’anarchia. Molti anarchici ‒ il più conosciuto è il russo Bakunin ‒ vi risiedevano stabilmente e tutta l’esperienza del Monte Verità, nei primi due decenni del Novecento, è influenzata dal pensiero anarchico. E poi c’è la canzone più famosa naturalmente: “Addio Lugano bella (1895).

Dopo la Seconda guerra mondiale l’anarchia come movimento politico organizzato ha attraversato una crisi profonda. E tuttavia l’aspirazione a una vita più libera e giusta ha messo radici in diversi intellettuali e artisti del nostro tempo. Per gli anarchici la libertà era l’aspirazione principale, ma a noi interessa ancora? E che uso ne facciamo? 

Nostri ospiti per discutere questi temi sono due scrittori molto conosciuti, che in varie occasioni si sono dichiarati anarchici: Pino Cacucci e Paolo Cognetti (con un intervento di Massimo Bucciantini). Nell’ultima mezzora, con lo storico Federico Mazzini, parleremo invece degli hacker e di come negli spazi immateriali della rete siano cresciute culture modernissime d’ispirazione anarchica.

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21-10-2023
Il mondo Disney tra fantasia e ideologia

Il mondo Disney tra fantasia e ideologia

Un secolo fa, nell’ottobre 1923, nel clima creativo dei “ruggenti anni Venti”, Walt Disney fonda la casa di produzione che porta il suo nome. Per lungo tempo i progressi furono lenti, specie nel decennio seguente, insidiato dalla Grande depressione. Ma proprio allora Disney passa da brevi cartoni animati ad ambiziosi lungometraggi d’animazione, mostrando tutte le straordinarie potenzialità del genere. Nascono così quei personaggi di fantasia entrati stabilmente nell’immaginario collettivo novecentesco. E proprio attraverso i cartoni animati di Walt Disney, negli anni della crescita economica, viene proposta alle giovani generazioni una nuova visione del mondo, con radici nell’universo della fiaba ma anche nell’ideologia della società americana del tempo.

Nostri ospiti per discutere questi temi sono: Maria Ciotta, giornalista e critico cinematografico, autrice di “Walt DisneyPrima stella a sinistra” (La nave di Teseo). Con noi anche la giovane ricercatrice Erica Gallesi, che ha pubblicato “Da Pigmalione a Pinocchio. Miti arcaici e cartoni animati” (Jouvence). Anna Antoniazzi, esperta di narrazione crossmediale e digitale, insegna Letteratura per l’infanzia e Storia dell’educazione presso l’Università di Genova (“Dai Puffi a Peppa Pig. Media e modelli educative”, Carocci). Infine Marco Nucci, uno dei migliori sceneggiatori del settimanale “Topolino. Nell’ultima mezzora con l’antropologo Marco Aime ricordiamo l’antropologo Marc Augé, morto quest’anno, e la sua analisi dei parchi a tema, un’altra invenzione di Walt Disney, e in particolare di Disneyland Parigi.

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